Gabriella Furlani
1951 Nasce il 28 novembre a Maracay (Aragua, Venezuela) da famiglia italiana. Dei primi anni trascorsi in quel paese le rimangono impressioni indelebili, che si tradurranno nel tempo in una acuta nostalgia di una natura imponente con cui confrontarsi e che influenzerà la sua ricerca artistica, nel suo interesse per la materia come organismo in divenire, nello studio dell’energia nei micro e nei macro-fenomeni dell’universo e nella conseguente attenzione alle tematiche ambientali.
 
1958 Si trasferisce a Prato, città della madre, e qui fin da piccola coltiva la sua passione artistica seguendo i corsi serali di pittura, scultura e incisione alla Scuola d’Arte e Mestieri “Leonardo”, dove resta affascinata dalle riproduzioni di opere classiche antiche della gipsoteca, che costituiscono i suoi primi modelli di lavoro. Dopo la maturità scientifica, conseguita presso il Liceo Cicognini di Prato, si iscrive alla facoltà di Architettura a Firenze, ma la sua passione per l’arte la porta a conseguire il diploma di maturità artistica e ad iscriversi alla Accademia di Belle Arti di Firenze, dove avrà l’opportunità di sperimentare tecniche antiche, insieme alla lavorazione di materiali tradizionali e contemporanei, sviluppando la sua curiosità per la sperimentazione e la ricerca sulla materia e sul segno. Di questi anni sono la Nike in gesso, la sua prima Goccia nera in fibra di vetro e le puntesecche.
 
1973 Si diploma con una tesi sullo scultore rumeno Constantin Brancusi e su segnalazione dei docenti della stessa Accademia riceve il premio Fondazione Tiratelli, dall’Accademia Nazionale di San Luca in Roma. Saranno decisivi i suoi incontri di quegli anni, destinati ad influenzarne sia la ricerca sulle tematiche ecologiche e ambientali, che il desiderio di aprire l’arte ad un contatto più immediato con la collettività, cercando spazi espositivi al di fuori di quelli tradizionali. Fonda così con alcuni docenti e allievi dell'Accademia la Cooperativa Firenze Uno, con sede in Borgo Santa Croce. Con questo Gruppo negli anni dal 1970 al 1976 organizza eventi artistici nel territorio toscano, come le Giornate popolari della pittura e scultura italiana, in Palazzo Pretorio a Prato, in Palazzo Sani a Lucca, seguite da Operazione artistica per una cultura alternativa nel Palazzo Pretorio di Certaldo, e Ba-deng, con interventi ambientali nelle strade di Abbadia San Salvatore.
 
1975 Inizia a insegnare figura al Liceo Artistico di Lucca.
 
1976 È in Venezuela, dove viene invitata ad esporre con Arturo Carmassi e Federica Galli alla Casa della Cultura di Maracay in Pintores italianos contemporaneos.
 
1977 Espone, col gruppo di incisione della Scuola d'Arte Leonardo, alla Galleria Farsetti e alla Galleria Segno Grafico di Venezia.
 
1978 Vince la cattedra di discipline plastiche al Liceo Artistico di Pistoia.
 
1981 È invitata dall’Assessorato alla Cultura di Prato a partecipare alla mostra Pittura a Prato, I giovani operatori, in Palazzo Novellucci, selezionata e presentata da Raffaele de Grada.
 
1982 A Prato, nelle antiche sale di Palazzo Pretorio, propone la sua prima installazione ambientale per la mostra Ipotesi di viaggio, presentata da Amnon Barzel. Nelle stesse sale l'anno successivo, per la mostra Civili Richiami, presenta l’installazione Filo d’erba per la Calvana.
 
1986 La sua prima personale, Reperti, alla Galleria La Spirale di Prato, dove presenta gessi con inserimenti di frammenti in plexiglas incisi.
 
1987 Realizza l’opera per il primo “Catalogo dello studio bibliografico pratese” e a Prato collabora con Film Music Art Studio di Roberto Zamori, con una performance di grafica dal vivo Contatto con l’oriente, per la rassegna e Musica immagine n° 7. Segue la sua personale Filiazioni, presentata da Elvio Natali.
 
1989 È in Venezuela per donare alcune sue opere al Museo d’Arte Contemporanea su invito del direttore artistico Aquile Ortiz.
 
1992 Su invito del Comune di Prato, dipinge il Palio della palla grossa, opera conservata nel Museo Civico della città, ed è nominata direttrice artistica della Scuola d’Arte Leonardo di Prato, incarico che conserverà fino al 1994.
 
1993 La sua personale, Umidi frammenti, nelle sale del Palazzo Pretorio di Prato, presentata da Stefania Gori, mostra grandi opere in gesso e tele in punta d’argento. Segue un’altra personale, In punta di note, a cura di Lio Selva, tenuta presso la Fondazione Mantovani di Milano. Inizia a lavorare sul tema dell’ “orizzonte degli eventi”.
 
1994 È invitata dalla Diocesi di Prato a far parte della delegazione ecumenica in Romania; in questa occasione dona una serie di opere realizzate per l’evento. La visita ai monasteri di Banat, della Bucovina e la conoscenza della comunità delle Domenicane della Madonna del Rosario, la porterà a dedicarsi per lungo tempo alla realizzazione dell’intero progetto iconografico della nuova Cappella della Eucaristia nella loro Casa Generalizia, in Villa Martelli a Iolo di Prato. Qui avrà l’opportunità di potersi esprimere liberamente, lavorando nell’ambiente sia interno che esterno, in un progetto iconografico totale.
 
1997 Pubblica, in occasione dell‘inaugurazione di quest’opera, Note di lavoro per un’opera d’arte, per la collana “I segni di Prato”, edito dallo Studio Bibliografico Pratese. Di questo periodo anche le opere la Scala delle virtù, e i Legni della Passione, che espone nello stesso anno alla mostra Lignum vitae, a Paganico, curata da Mariano Apa e presentata da Giuseppe Billi.
 
1998 Personale Opere-works, con catalogo edito da Il Ponte di Firenze, con presentazione di Alberto Batisti. Partecipa con una sua opera a Maestri rilegatori per l’“Infinito”, mostra internazionale di rilegatura d’arte tenuta a Macerata.
 
2000 Per il Giubileo degli Artisti, nel febbraio è invitata a Roma a esporre i suoi legni e ferri alla mostra Silenzio e fuoco, a cura di Mariano Apa e Giuseppe Billi, nella Sala Lancisi dell’Archiospedale di Santo Spirito in Sassia. Nello stesso anno presenta queste opere alle due personali: Sitio, presso lo Spazio Culturale Grafio di Prato, a cura di Paola Ballerini, e Pareti di silenzio, a cura di Franco Patruno, nell’Istituto di Cultura Casa Giorgio Cini di Ferrara.
 
2001 Realizza due installazioni temporanee nella chiesa di San Vincenzo: Acqua e sangue e Natività. Una sua opera grafica viene inserita nella cartella Una collana per Prato, a cura di Bruno Corà, e nel settembre dello stesso anno espone nella Sala Ovale del Museo Pecci di Prato, nell’ambito della rassegna Artisti pratesi del Novecento. Nel dicembre espone un’installazione alle Scuderie Medicee di Poggio a Caiano, per la mostra Il mare color del vino - The sea, the color of wine.
 
2002 La stessa opera è esposta al Mc Guffey Art Center di Charlottesville, in Virginia. A settembre è invitata alla X Biennale d’Arte Sacra Nel segno della Luce, a cura di Luciano Caramel, Giuseppe Billi e Carlo Chenis, all'Isola del Gran Sasso (Teramo).
 
2003 Sue opere entrano nella collezione permanente del Museo Arte e Spiritualità-Centro Studi Paolo VI di Brescia.
 
2004 A Prato il Monastero di San Vincenzo le affida l’esecuzione dell’altare nell’antico coro seicentesco, del telo che ricopre il Crocifisso di S. Caterina de’ Ricci e di due casule, una delle quali viene esposta alla mostra Bagliori di seta, allestita presso il Museo del Tessuto di Prato. Nel settembre dello stesso anno, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Prato, organizza la mostra 40x40 al Museo Casa Datini. Inizia a lavorare alla serie di opere in punta d’argento sul tema dell’“ottavo giorno“.
 
2005 Vince il concorso nazionale per il rifacimento della Cappella del fonte battesimale di Paolo VI a Concesio (Brescia), opera che realizza nel settembre dello stesso anno. Nel dicembre espone a Verona con la personale Dal caos alla luce, presentata da Carmela Perucchetti, nello Spazioarte Pisanello-Fondazione Toniolo.
 
2006 Personale Ottavo giorno, a cura di Fausto Moreschi, con una installazione che viene collocata nella Sala dei Marmi del Complesso Museale del Monastero di Santa Chiara a Napoli. Nello stesso anno il progetto e la realizzazione del nuovo spazio di preghiera del Patronato Sacro Cuore di Valdagno (Vicenza). A Prato, nella chiesa di S. Maria di Capezzana di Prato, realizza la sistemazione del nuovo spazio absidale, e la nuova Via crucis. Una sua opera è inserita nel cofanetto (edito dall’Opera Santa Rita) dal titolo Immagini di bambini nell’arte a Prato, che in venticinque riproduzioni illustra il tema del bambino nella storia dell’arte nella città dal Medioevo ai giorni nostri. Ancora nello stesso anno è invitata a partecipare alla rassegna Ciò che è infinitamente piccolo alla Galleria Civica di Potenza, alla Quarta triennale d’arte sacra contemporanea a Lecce, e alla mostra Vangelo di Giovanni, a cura di Luciano Caramel, nel chiostro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.
 
2007 A Brescia, per la rassegna Dentro il tempo, espone con la sua personale Splende nel giorno ottavo nella Sala Piamarta, presentata da Carmela Perucchetti.
 
2008 È chiamata a realizzare una formella dell’opera collettiva permanente Risalita 500, collocata nell’impianto Risalita S. Francesco a Siena. Su invito dell’Associazione Arte e Spiritualità, del Museo Diocesano di Arte Sacra di Brescia e del Domschatz e Diozesanumuseum di Passau, è presente con una sua opera alla mostra Das Antlitz Christ, a Passau. In novembre la sua personale Quanto mirabile è, alla Galleria La Pigna, Palazzo Maffei Marescotti a Roma, e nel dicembre la personale Invisibili atomi di vento, a cura di Paola Ballerini, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato, tenuta contemporaneamente nelle Antiche Stanze di Santa Caterina e nello spazio del Cassero Medievale.
 
2009 Nel settembre è invitata alla prima rassegna Tessutarte e realizza un’installazione temporanea esterna nel Castello dell’Imperatore di Prato e una all’interno della Galleria dei Bardi, nel Comune di San Quirico di Vernio. Nello stesso anno è tra i vincitori del concorso per la realizzazione dell’apparato iconografico della nuova chiesa della Beata Vergine Maria di Borgonuovo a Verona, con un grande pannello tridimensionale (Il Buon Pastore) e la serie delle “stazioni” della Via Lucis/Crucis.
 
2011 E’ impegnata nella realizzazione dell'intero progetto iconografico del nuovo spazio di preghiera nel Monastero delle Dorotee di Cemmo, in Val Camonica, inaugurato nel giugno del 2012.
 
2012 Espone alla mostra internazionale Das Hohelied der Liebe / Cantico dei cantici, in collaborazione con Europaischen Wochen Passau e l'Associazione per l'Arte “Le Stelle” di Brescia, con sedi espositive al Diozesanmuseum di Passau e a S. Zenone all'Arco, a Brescia.
 
2013 Partecipa all’opera collettiva su Cesare Zavattini Parliamo tanto di lui…, esposta in permanenza nella Biblioteca Nazionale di Firenze, e per Prato realizza le opere per la IV edizione del Premio S. Stefano.
 
2014 È invitata alla mostra itinerante sul libro d’artista Librartis 2, con sedi in Toscana, Cina e U.S.A.